Io corro da sola.

Ok, la corsa ha un sacco di effetti benefici, almeno su di me, anche perchè in caso contrario non sarei così autolesionista da spararmi i miei 60-70 km alla settimana.

A differenza della pallavolo, che ho praticato per 20 anni, dello sport di squadra. E ai tempi in cui giocavo, diciamo che il gruppo, la condivisione, la carica e l’energia della “massa” erano sicuramente gli effetti “benefici” che mi spingevano in palestra tante volte durante la settimana, con qualsiasi tempo e a qualsiasi ora.

Questa settimana, leggendo un tweet, inviato da RunLovers (blog che adoro,  super consigliato, anche per i NON invasati della corsa), è partito uno dei miei piccoli viaggi mentali.

“Preferite correre soli o in compagnia? Perché? Raccontateci come vi piace farlo. Correre, s’intende ;)”

Nonostante adori gli sport di squadra, io non amo correre in compagnia. Per me la corsa è un gesto di immersione nella realtà, senza filtri, perchè sono solo io, la strada e al massimo la musica (o il Trio Medusa, lo ammetto!). E’ uno di quei momenti in cui stacco la spina: non sono obbligata a rispondere, a capire, a ridere … Sono concentrata su me stessa e sui miei pensieri. Per una strana legge inversamente proporzionale:

– persone con me mentre corro =  + carica per sopportare le persone quando non corro

Praticamente un meccanismo perfetto.

Mi è anche capitato di essere in vacanza, in gruppo, e dire: “Scusate, ma io ho bisogno di andare a correre”. Così, proprio come se avessi bisogno di andare al bagno. Altrimenti sarei scoppiata. E il problema è che negli anni è diventato proprio questo. Una necessità assoluta, uno stimolo primario di fare questa cosa, e di farla “by myself”.

Tramonto a Uluru - Australia

In realtà mi capita, quando corro la sera, di incontrare qualche volenteroso accompagnatore ai Giardini (tra cui Alessandro, il più paziente, che ringrazio :)). Non che mi dispiaccia, come sempre rompere le routine aiuta.

Ti confronti con un altro passo, parli con altri “alieni” che come te si trovano a correre in pieno inverno alle 20.30 e rimangono chiusi dentro ai cancelli dei parchi cittadini … insomma, le solite storie da runner.

Ma in tutto questo, mi piace pensare che la corsa rimane una cosa, una delle poche cose che è “MIA” (…in sottofondo mi parte una bella canzone, I am mine dei Pearl Jam)

Non manca, poi, (come in tutte le storie che piacciono a me) l’elemento magico: praticarla, mi fa portare con me un sacco di persone e di cose belle, che macino mentre batto i piedi sulla strada.

I am a lonely lucky running girl.

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