Cinque Ville Bertinoro – La salita, l’aiutante magico, e il ristoro dei balocchi.

Rieccomi in pista. Dopo Roma di nuovo a stringere i lacci, tirare ben fuori la linguetta delle scarpe (stavolta ho deciso di provare per la prima volta le mie Nike Lunarglide3+) e spolverare la canotta da gara.

La prima prova dopo la “regina” delle gare, la maratona, è la Cinque Ville di Bertinoro, 13 km di misto.

In cosa consiste il percorso: a me era stato spacciato come 5km di discesa, 2 di piana e il resto in salito, con un dislivello che non avevo ben capito quant’era (non me lo chiedete nemmeno adesso, non lo so e le mie gambe non l’hanno capito)

In realtà, è molto più complessa: è una gara storica, che si svolge da molti anni nel gaudente borgo di Bertinoro, il balcone di Romagna. Si corre sui ciotoli storici del centro, in mezzo alle vigne, sulla ghiaia dei cortili delle Ville, sull’asfalto in pieno crinale esposto al vento.

Piazza della Colonna -Bertinoro

Piazza della Colonna - Bertinoro

Partiamo da Piazza della Colonna, centro del paesello, dopodichè ci lanciamo immediatamente nelle strade acciotolate in discesa per il borgo (la partenza è un vero e proprio budello!), e all’improvviso, dopo circa 2 km, ci ritroviamo in mezzo a una vigna, sulla terra viva. Serie di curve e la famosa “piana” nella zona industriale (ma non dovevano essere 5 i km in discesa?!).

Ora, io dico solo che la partenza era alle 18.00; che io avevo già il sentore di una disidratazione … e, arrivata a manetta in fondo alla discesa (sono della scuola: ci tiro finchè posso, in discesa soprattutto…chissenefrega! con le gambe lunghe che mi ritrovo!) la prima cosa a cui ho pensato è stata: “ACQUA!”.

Povera illusa: neanche l’ombra! In compenso il primo ristoro offriva, per i temerari dei picchi glicemici, della cioccolata in tazza.

Dopo la “pianura” direi che al 5km inizia la lenta arrampicata; non so quante salite ci siano, credo che la mia testa le abbia volutamente rimosse. Ricordo solo che alla prima ho inziato a vedere gente che arrancava, lenta,…sempre più lenta. E poi camminava proprio. Oppure si fermava. Caspita.

Dopo le salite ci sono sempre dei falsi piani, più o meno lunghi, con dei crinali mozzafiato (la giornata è stata davvero generosa, in vento un po’ troppo, ma in paesaggio … ce ne fossero di gare così!). Giriamo nei cortili bellissimi di Ville storiche. Passiamo dentro una cantina (con le botti, ecc) dove io giustamente penso bene di tirare diritto, ritrovandomi al buio, con alcuni podisti che da dietro mi urlano: “Dove vai?!? Di qua!”, facendo segno di andare su per le scale. (per chi non mi conoscesse, sono abbastanza avezza a questi numeri).

Finalmente l’acqua. Inizio a realizzare che posso di nuovo tirare, o almeno respirare! E così tra salite e brevi (falsi) piani,

Salita? SALITA!

mi ritrovo a 3 km dall’arrivo. Un signore sui 60 anni mi si accosta:

“Oh, c’hai una che ti sta arrivando alle spalle … una donna!”

“Uh, caspita! Veramente?”

“Sì, come sta messa in volata?”

“Eh?! Malissimo. Ovvio”

“Ce l’hai a 50m. Dai, dai che ti tiro io!”

E così, il mio caro amico sconosciuto, mi ha letteralmente scortata all’arrivo. Non solo. Non mi chiedete come, ma negli ultimi 200 metri, mi ha fatto tirare fuori una grinta, che mi ha fatto superare 7 o 8 persone davanti a noi, in volata, in pieno centro storico e in salita.

E…chapeux! Mi ha lasciato arrivare un pssso prima sulla finish line, sempre in Piazza della Colonna! Risultato 1h 03′ 19”. :)

La mia reazione? Mi sono buttata al collo ringraziandolo come se mi avesse dato da bere mentre ero assetata. Mio babbo, che era per la prima volta era presente a un mio arrivo, credo si sia anche sentito un tantino usurpato del posto. (I love u daddy).

Penso che questi personaggi, esistano solo in 2 mondi: quello delle fiabe, dove Propp giustamente gli ha attribuito il ruolo di “aiutanti” (magici, aggiungo io) e quello dei runner, dove io gli attribuisco lo stesso ruolo.

Altra particolarità della gara, da cui non posso esimermi di scrivere sono i ristori. Ora, considerate che la gara si svolge di solito a Febbraio, in pieno inverno con un freddo cane. Quest’anno il posticipo per troppa neve, ha fatto sì che venisse corsa in primavera, ma i ristori non sono cambiati, almeno nel menù: cioccolata calda, thè, albana, pane e pancetta per tutti all’arrivo, piadina e salame, vin brulè …no vabbè, se lo racconto non ci si crede.

Praticamente si rischia di morire all’arrivo per soffocamento da cibo, più che per le salite….

That’s Romagna style…I’m lovin’ it!

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4 thoughts on “Cinque Ville Bertinoro – La salita, l’aiutante magico, e il ristoro dei balocchi.

  1. la cioccolata calda ad aprile !!! jejeje , noi corriamo qui a Barcellona una 10K a inizio novembre (una delle mie preferite perché faccio sempre PB, perché é il quartiere dove ho vissuto 4 anni , appena arrivata a Barcellona e perché danno la cioccolata calda !!!!

    • eheheh, ma a Novembre va bene … ma aprile la cioccolata calda nooooo!!! :) Era una gara che doveva essersi svolta a Febbraio, ma aveva nevicato troppo, perciò l’hanno rimandata … solo che non hanno cambiato i ristori! :))

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