Come diventare una “personal” guru, oltre che runner.

Il fatto che un’essere umano corra con una certa regolarità, non va dato per scontato.

Può diventare, anzi, un’attività che ti riveste automaticamente di un’aurea “magica”, un po’ come le protagoniste dei cartoni animati degli anni

Una mia prova di meditazione aerea.

’80 (il mio pane quotidiano dei miei primi 15 anni di vita).

Ultimamente, vuoi che mi ci sia messa di impegno, vuoi che probabilmente sto fracassando le palle a parecchia gente intorno a me con le mie fissazioni da runner, ma mi sono ritrovata ad essere la personal guru sportiva della mia cerchia di conoscenze.

E’ come se, chi mi sta intorno pensasse che io abbia una sorta di “potere” di convincerlo a rimettersi in moto e fare attività fisica. Attenzione: il potere diventa taumaturgico se si parla del proprio problema fisico e io impongo le mani!

Scherzo, semplicemente a seconda dell’occasione fa comodo chiedermi un parere su un eventuale “dolorino intramuscolare”, “leggero torcicollo”, “blocco della schiena mentre dormivo”, “sposatezza improvvisa”, per non parlare dell’appropinquarsi della famigerata …tatataaaa! Prova costume!

Devo dire che in realtà questa faccenda mi fa parecchio sorridere. Sui dolorini fisici, ok, 20 anni di esperienza pallavolistica e rimedi da spogliatoio mi danno una mano, ma sul lato: “Fammi schiodare il culo, perchè sono pigra” mi diverto un mondo.

Perchè, lo riconosco, sono un’ottima motivatrice. Tanto da aver convinto un sacco di gente a crederci e ad iniziare. Ma se poi sul più bello, si getta la spugna … non c’è niente da fare. Correre, tenersi in forma è prima di tutto volersi bene. Se non ci si pone un obiettivo che nasce davvero dal nostro profondo, da una nostra esigenza (non solo estetica, eh? Intendo proprio di benessere psico fisico) è un po’ come quelle coppie dove solo uno dei due tiene in piedi il rapporto: dopo un po’ per forza le strade si dividono.

La corsa e l’attività fisica in generale possono sostenerci per un po’, ma poi bisogna un pochettino mollare e “darsi”: può voler dire investire parte del proprio preziosissimo tempo libero in una seduta di allenamento, piuttosto che in un’altra cosa.

Non ho altre armi per “convincere” perchè (grazie al cielo!) non siamo fatti tutti uguali, e la corsa non è piacevole per tutti; penso solo che ognuno debba trovare quello che fa per sè e coltivarlo, con passione e tenacia (quella SEMPRE), perchè come diceva oggi un amico, si semina e prima o poi, con pazienza, si raccoglie.

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