Il rumore del silenzio.

Mi piace il silenzio, soprattutto se “condito” da rumori familiari, come in questo momento…il vento che scuote le fronde dell’albero in giardino (…e  ok, la lavatrice che centrifuga, lo so che non è proprio bucolico, ma mi  fa compagnia).

Non mi piace il silenzio quando, dopo questa settimana – non ancora finita – mi fa percepire tutti quei piccoli rumoretti sinistri. Cigolii, oscillazioni insolite del tavolo e della sedia, i vetri che vibrano. Sì, sto parlando del terremoto. Sono fortunata, a Bologna dove abito le scossette si sentono solo se uno ha quella predisposizione data dall’esperienza di panico e dall’inconscio. Io ricordo molto bene 12 anni fa, quando delle scosse non davano tregua alla zona in cui abitavo. Ricordo i mobili che si spostavano, i soprammobili che cadevano … il boato, quel boato che annunciava il signor T. Beh, in questo momento mi sembra una sciocchezza, dopo quello che i miei occhi hanno visto martedì.

the world will not stop

In questi giorni, quel silenzio che tanto mi piace, stava diventando quasi insopportabile; si riempiva senza che lo riuscissi a controllare, di tensione, di ansia, di impotenza. Così, oggi finalmente, passati i miei acciacchi, ho deciso che dovevo romperlo con un allenamento. E io, che tanto mi faccio portabandiera della corsa in solitaria, non ho mai trovato così piacevole allenarmi con qualcun altro.

Perchè quello spazio destinato al mio silenzio “interiore”, che mi aiuta solitamente a tirare le fila esistenziali della mia vita e ad evitare che uccida persone che mi fanno costantemente girare le palle :) aveva bisogno di essere riempito di qualcosa di positivo, forse di umanità.

Sono stata fortunata: la mia ora abbondante di variazioni impegnative è stata riempita da un papà che mi ha raccontato le esperienze sportive della figlia di 5 anni. Vietato saltare subito alle conclusioni: “si vabbè, ma che palle, ti sei dovuta sorbire anche i voli pindarici e scemi di un papà…”.

Proprio no. Io oggi mi sono “inebriata” davvero dei racconti di questo papà; di come ce la si metta proprio tutta per dimostrare ai propri figli quanto li si ama e gli si voglia bene. Tanto che scherzosamente l’ho redarguito: se continua a essere così con sua figlia, la rovinerà completamente perchè lei crescerà convinta che gli uomini in generale siano tutti così premurosi (scherzo, ovviamente).

La mia ora di solitaria, che ultimamente era stata piuttosto “scossa”, oggi si è riempita proprio di “calore” umano, di affetto, di cura verso l’altro. E così…ora mi ritrovo di nuovo a godermi il silenzio, a rimandare il pensiero a chi è a chilometri di me, nello stesso silenzio, e sta sentendo il vento tra gli alberi, sotto una tenda; o a chi, in casa, sta tendendo involontariamente l’orecchio per captare rumori sospetti, mentre i figli dormono.

Spartisco volentieri quel calore che oggi rumorosamente ha rotto la mia ora taciturna. Buonanotte.

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