Di ferie, di Olimpiadi e di astinenza da gare

“Arrivata al primo giorno di ferie, questo sconosciuto. Inizio subito a pensare alle cose belle che mi aspettano in queste 2 settimane.

1. Vedere la diretta delle gare olimpiche.

2. Poter andare a correre quando mi pare, quanto mi pare.

3. Allenarmi anche in altri sport

4. Scorricchiare anche in montagna.

5. Passare un sacco di tempo con i miei amici.

6. Divorare miliardi di libri.

Potrei andare avanti a lungo, perchè mi continuano a venire cose belle che mi aspettano, ma preferisco concentrarmi sulle prime.”

Ben 15giorni fa, avevo iniziato a scrivere questo post.

Ero carica a manetta, perchè stavo iniziando le ferie, senza aver contemplato il fatto che non avrei avuto una connessione a mia disposizione (che poi forse non è stato un gran male).

Ho lasciato questo incipit, un po’ perchè non sono riuscita a terminarlo causa problemi tecnici, e un po’ perchè così mi volto indietro (parzialmente, visto che che sono vittima di un simpatico torcicollo da ieri) e ripenso a cosa ho combinato e cosa mi rimane di questa pausa estiva.

Le Olimpiadi sono stato un qualcosa di rivitalizzante, entusiasmante e rigenerante a livello motivazionale.

Lo scorso anno avevo appena iniziato a correre, per affrontare la mia prima vera sfida, la Run Tune Up 2011 a Bologna. (Mezza Maratona). Ovviamente ero carica come un drago… piena di entusiasmo e di voglia di fare, proprio perchè era una novità per me.

Quest’anno le Olimpiadi mi hanno decisamente aiutato a darmi quello stesso slancio: guardavo la diretta delle gare, e cresceva in me la voglia di fare, di misurarmi, di migliorarmi.

Vedevo gli atleti, puntavo gli occhi sugli italiani e su discipline che (purtroppo) finiranno nel dimenticatoio fino al 2016 e incitavo prima loro e poi me. Era uno strano gioco di riflessi: dai miei occhi, allo schermo della tv, alla mia testa.

Credo mi abbia fatto decisamente bene, forse pure troppo visto che sabato 4 agosto, primo vero giorno di ferie, dopo la finale al piattello di Elisa Rossi, me ne sono uscita alle 17 con non so mai quanti gradi e mi sono girata in su e giù i Colli Bolognesi per 1h 45′ (ok, sono ancora viva per raccontarlo, ma non fatelo). Durante la settimana successiva, altre volte mi sono lasciata prendere la mano, anzi “lo spirito di atleta” e mi sono lanciata in uscite ad orari improbabili dove ero l’unico essere vivente che si muoveva sull’asfalto oltre ai copertoni delle macchine (e ho capito perchè ogni 4 anni c’è qualcosa che mi suggerisce di non vedere la diretta delle gare olimpiche…).

Detto questo, domani ricomincio con la routine. Perciò niente più corse a qualsiasi ora, in qualunque condizione, ovunque perchè alla fine: “fuck the world – sono in ferie”. E’ stato bello fino a che è durato. Ho assaporato ogni km di questo Agosto, ho svuotato la testa (incredibile, ma vero!) e mi è venuta anche la brillante idea di iscrivermi al Triathlon di Faenza, che si terrà domenica prossima, 26 agosto, e che io ho preparato con ben 4 sedute di nuoto, 4 sedute di bici da corsa (e tanta corsa a piedi).

Mi piace pensare di “non-chiudere” questo periodo, di svincolarmi dalla classica data di “fine ferie”, perchè ho buttato là un sacco di progetti, iscrizioni a gare (di cui sono pesantissimamente in astinenza), e ipotetici corsi in palestra (che non farò mai, ma è bello fare progetti, quindi finchè la mia testa partorisce idee, io le lascio venire alla luce … c’è tempo per sopprimerle!).

Da domani si torna in pista, anzi in strada, anzi si torna punto e stop. Alla grande.

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