Memorie di un triathlon di campagna.

Sopravvissuta per raccontarlo, senza cadere!

Primo obiettivo del mio 1° (e ultimo) triathlon, centrato: potrei dire già un successone. E invece posso aggiungere che il successone è diventato un’impresa (per  me, eh?!), cioè arrivare 7° assoluta.

Pensare a quanto ero agitata e soprattutto in sbattimento sabato, mentre mi spiegavano cosa avrei dovuto fare domenica, e pensare poi a come si svolge una gara di triathlon, per una runner “lineare” come me, ha dell’incredibile.

Per una abituata a infilarsi le scarpe da corsa, una maglia e un paio di calzoncini, la preparazione che c’è dietro a questa disciplina, è inimmaginabile (soprattutto se per praticare la disciplina suddetta, manco ti sei allenata seriamente :)).

Già solo al “nuota-pedala-corri” devi dare in sequenza al cervello e far fare al tuo fisico cose completamente diverse, mentre quel bastardo del cuore ti batte come una grancassa. Oltre a questo, devi rispettare alcune regole di comportamento tipo: GUAI A TE se sganci la bici dalla rastrelliera senza prima esserti allacciata il caschetto. Oppure: CORRI E MONTA sulla bici solo dopo aver passato la linea rossa. Sommiamo infine il fatto che tutto quello che si fa va fatto in un solo modo: con una maledettissima e fottutissima fretta. Ma di quelle che ti prendono tipo quando stai per perdere il treno perchè sei nel sottopasso e senti il fischio delle porte che si chiudono.

Insomma, questo per cercare di spiegare a chi non ha mai fatto un triathlon cosa si prova venendo dal mondo semplice (nei suoi tempi) del running.

Devo dire anche che se stamattina non ci fosse stato il coach @IronFrankie a darmi 2 dritte passando dalla zona cambi e vedendomi armeggiare con un borsone più grande di me, probabilmente avrei fatto degli errori banali, un po’ da “massaia”: prepararmi la maglietta da mettermi in bici (no, perchè magari prendo freddo…), i calzini (… perchè senno faccio le vesciche), gli occhiali da sole (non c’era il sole – eh ma sai, con le lenti a contatto…). Non ho usato una sola di queste cose :P e per fortuna!

Detto questo, vengo alla manifestazione. Meravigliosa, per chi vuole provare un triathlon, così “tanto per”. Noi donne siamo partite alle 12, batteria unica insieme anche a degli uomini (e lì la signora marchigiana che si raccomandava con me di non andare forte, perchè suo figlio era venuto da lontano per fare la gara e voleva che vincesse. Ora, signora mia bella, ma parliamone, che te sembro, WonderWoman?!)

In piscina nella mia corsia eravamo circa una decina a partire, con tempi dichiarati sui 10′ per i 500m. Io ho dichiarato candidamente la mia assoluta incapacità di andare sotto agli 11′, perciò mi sono messa tra le ultime. Siamo partite tutte belle ordinatine … (quelle brave invece sgomitavano giustamente, e non si facevano 2 chiacchiere da signore che prendono il the, tipo noi). Io non so quanto diamine ci ho messo a fare quelle cacchio di 10 vasche da 50 maledettissimi metri. So che sono uscita e intorno a me c’erano pochissime persone e silenzio. Brutto segno.

Ho iniziato a correre sul tappetto che portava all’area cambi, mentre mi toglievo cuffia e occhialini. Unica nota positiva, il mio meraviglioso costume da 15€ da nuoto (non da triathlon), tipo “Pellegrini de ‘no altri”, aveva fatto il suo dovere alla perfezione :) Intanto pensavo, zona cambi…zona cambi … cosa devo fare … casco allacciato, scarpe, correre …

Arrivata ho fatto tutto, poi ho sganciato la bici e ho iniziato a correre con le scarpette (da bici). Son montata su, ho sentito incitarmi dal mio nutrito gruppetto di supporter locali (sorella, amiche, amici..) ho preso velocità e ho iniziato a vedere gente … lontano .. davanti. Ciao, lì mi si è chiusa la vena. Nel senso che ho pensato: “Ma che cazz, ma io non voglio che la fatica mi abbatta! E se ce la fa quella gente là, fuck, ce la faccio anche io!”.

Così, ho inziato a spingere … mi sono ritrovata a fare in pianura i 40km/h (mai fatti prima d’ora). Mi sentivo tipo un videogioco, continuavo a raggiungere gente e nella mia testa sentivo anche il rumorino tipo SuperMario Bros (allucinazioni da fatica, s-i-c-u-r-o). E mi chiedevo: “ma la prima, ora, dove sarà?” #mistero. “Mi doppierà?” #sticazzi. Mai e poi mai, odio essere doppiata da quando sono alle elementari.

Insomma, dopo i 25km del percorso, dove ho toccato punte di 50km/h in discesa nel falsopiano (la mia biciclettina da 200€ secondo me ha pensato di rivolgersi ai sindacati per le pedalate a vuoto che le davo in discesa), sono ri-tornata alla zona cambi. Di nuovo da capo a ripensare, ora devo scendere, poi devo appoggiare la bici, poi devo cambiarmi le scarpe … ma veloce, veloce, cazzo, veloce! (quel patema lì dello sbrigarsi, devo dire che mi ha provato più della gara stessa).

Fatto l’ultimo cambio, ho pensato: finalmente CORRO!!!! Così è iniziata la parte più bella. I miei amici che urlavano come se fossi Bolton; le mie gambe che andavano come se fossero delle pale, anche se non volevo. Il mio cuore che mi aveva già mandato a cagare. Insomma, i 5km li ho veramente asfaltati, corsi come se li facessi da fresca, in 20’33”. Stavo finendo. Non ero caduta. Non avevo sbagliato niente delle mille mila robe da fare. Ed ero nella mia città.

Sono arrivata al traguardo solo molto assetata, perchè ad un certo punto ero talmente disidratata che non riuscivo più a bere (e ho ciucciato una spugna, non si fa, ma vabbè).

Arrivo. Fine. Ho un solo pensiero: BIRRA. Non c’è, trovo solo RedBull, ma dopo le 2 del pregara, ho pensato: “meglio di no, o per sbaglio ammazzo qualcuno”. Saluti, baci e abbracci a tutti. Mi dicono che sono 6° o 7°. Ah sì?!Eh sì! Mia sorella mi confessa che mentre vedevano che dalla piscina non arrivavo più, la scena era un po’ imbarazzante … occhi per aria… “massì, arriverà!” Avevano dubitato. Come dargli torto? Non ho le branchie, ho i chiodi nei piedi, io :)

E’ stata una gran prova. Per la mia città, perchè c’è stata un’organizzazione dietro funzionante e ne sono stata fiera.

Per me, che ero agitata, spaventata e dubbiosa e alla fine sono riuscita ad arrivare con il sorriso, come piace a me. Perchè sì, mi sono divertita anche oggi. Ma ho preso ancora più consapevolezza che sono votata alla corsa. Ho capito dov’è il divertimento del triathlon (più o meno), ma per ora preferisco che continui a venire solo da  una cosa, fatta bene.

Born to run!

Per farvi 2 risate, incollo qui la tabella dei risultati di oggi … basta comparare i miei tempi di nuoto e di corsa con quelli delle altre.

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Triathlon Faenza 2012 – Sprint Donne. Prime 30.
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2 thoughts on “Memorie di un triathlon di campagna.

    • Devi sicuramente provare se ami metterti alla prova e sfidarti … Magari allenandoti un po’ meglio di me prima (sono tendenzialmente fuori di testa, ma mi va sempre abbastanza bene).
      Buon allenamento :)

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