Discorsi tra 1 bicchiere di gin tonic e una 10km.

Foto scattata da @BIG_Ideas per RunLovers

Bologna non è la grassa, la dotta, come ce la vogliono rifilare da secoli.

Oddio, grassa forse sì, perchè la cucina emiliana proprio dietetica non è. Ma più che dotta è eternamente “immatura”. Dico così per l’aria che si respira negli angoli delle strade, un’aria a metà tra la spensieratezza e il punkabestia.

Aria alla cui è difficile sottrarsi, nonostante un mio conflitto interiore tra questo modo di vivere votato a “del domani non v’è certezza” e la mia rigidità mentale, che definirei, leggermente austroungarica :) .

Così, venerdì scorso, come non succedeva da un po’ di week end, ho fatto nuovamente rientro tra gli Alcolisti NON Anonimi Bolognesi.

La corsa, unita alla voglia di gareggiare, spesso mi aiuta a stare in riga, cioè a evitare di esagerare come solo certe mie compagnie qui sanno fare (devo dire che in realtà gli voglio veramente un gran bene). Tutto questo per dire che tra un locale e l’altro, tra un amaro e un altro, la serata si è conclusa affogandosi in un bicchiere di Gin Tonic, che io avevo ordinato (per scherzo) e mi sono vista recapitare (per davvero).

Non avrei mai immaginato cosa avrei trovato dentro quel bicchiere. Una riflessione sulla corsa, sulla competitività e un tuffo nel passato non solo mio, ma anche in quello di Matteo, ragazzo di una mia cara amica e mio interlocutore. Premetto che la devastatio non era totale, anche perchè altrimenti la conversazione non mi avrebbe colpito così tanto (e non me la sarei ricordata, seguro).

Lui è uno skater, di quelli che vanno con la longboard. Io, vabbè, una runner di quelle semiserie, che ci vogliono credere, ma non riescono a non fare le cazzare, come in queste serate. Lui ha sempre praticato sport, così “tanto per” e gli andava bene, perchè ai tempi delle superiori lo infilavano nelle squadre più disparate possibili: snowboard, orienteering, tutte quelle robe che si fanno “al nord”. Ma questo, mi spiegava, per lui era un qualcosa di “intimo”, che lo aiutava a crearsi una “cricca” di amici con cui condividere le giornate sulle piste e non sul banco di scuola senza tante paranoie. E questo tipo di cerchio intimo, lo ricostruisce anche oggi con gli skater, che se ne fregano di un bel po’ di cose, come quella, mi faceva notare, di entrare a far parte degli sport olimpici.

Per me lo sport adoloscenziale è sempre stato una forma di accettazione, la più importante. Se sei un po’ la sfigatella della scuola, ma alla fine emergi con una qualche dote (che per me era più o meno qualsiasi tipo di sport, dalla pallamano, alla pallavolo, alla campestre) allora “ci stavi dentro”. Più ti sfidavi, più riuscivi, più consolidavi la tua identità. Magari eri cessa, eri secchia, ma eri quella “brava a _______ (sport qualsiasi)”. Da lì credo mi sia venuta la foga di competere: battere gli “avversari” mi integrava un pochino di più e poi un altro po’ … e così via. (…mi sembra poi molto simile alla storia dei popoli e di certe eroine, ma non divago, che già il trip è bello peso, oltre che alcolico). Il fatto che era sempre un qualcosa da “conquistare”, mi ha abituata a darmi una regola per raggiungerla. Perciò spiegavo a Matteo, che per me  non era “fatica” dire di no a certe serate, a non bere “troppo” (qui non mi si chieda di quantificare, per privacy e credibilità, eh), insomma a fare di quelle rinunce per cui gli altri, se hai 30 anni e sai che non farai MAI la carriera sportiva, ti ridono dietro. Per lui invece era strano, perchè quel genere di momenti, erano proprio quelli che compattavano l’ “intimo gruppo”. Non me ne voglia Matteo, l’ho un po’ semplificata, ma questo è un blog, e non posso far picconare gente davanti allo schermo. :)

Insomma, questo per dire che … nonostante la serata balorda, domenica sono andata a fare una corsetta, di 10km “Non solo sport Race” a Padova, corsa attraverso la quale si raccoglievano fondi per la ricerca pediatrica. Con un bel gruppo di amici, sì perchè ormai li definisco così perchè tali sono.

E in parte sono stata un po’ smentita. Ok, sì, come al solito non ce l’ho fatta a correre così, per arrivare in fondo. Ho corso perchè volevo migliorare il mio personale, perchè la location era superwow e perchè c’erano persone che stimo e che volevo mi stimassero.

Ma dall’altra parte ho trovato tutto quello che diceva Matteo. Il gruppo “intimo” (più o meno, visto che eravamo 5.000!), la voglia di fare questa corsa, di essere venuti da lontano per farla, e una volta sul posto, la voglia di vedersi, guardarsi in faccia, commentare le proprie imprese … che imprese non sono agli occhi di tutti (nel nostro piccolo, invece sì). In pratica come un gruppo di skater (e aggiungo w i RunLovers che mi hanno trascinato lì!). Magari non ci facevamo delle halfpipe, però … Però probabilmente avrò fatto anche il mio personale (ho un piccolo problema di memoria e non ricordo bene quale sia … eh l’Alzheimer), ma il fatto che un altro Matteo (@tower77pr), abbia fatto il suo PB perchè lui dice “si è fatto tirare da me” (cioè ha avuto fiducia in un’esaltata/pazzoide), ecco a me ha riempito proprio tanto. Se penso a domenica, penso a Matteo che mi guardava, rideva ed era felice di aver fatto il suo miglior tempo.

Sarò un’inguaribile sognatrice e romanticona, ma a me queste cose qui … sì, sono queste così qui che mi fanno andare forte.

Scusate, ogni tanto devo un po’ uscire dalla mia sentimentalità austroungarica :) Ora torno nei panni della signorina Rottenmeier, visto che le prossime due domeniche ho 2 Mezze Maratone e vorrei spaccare!

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2 thoughts on “Discorsi tra 1 bicchiere di gin tonic e una 10km.

  1. jejeje, yes ! se non se la strafiga della classe o dell’ufficio, devi spiccare in altre cose tipo essere buona in qualche sport o lavorare meglio degli altri in quantità e qualitá (senza passare per Signorina faccio tutto io ) ….mi suona, sta storia … :)
    ancora complimenti per la gara a te e Matteo

    • eheheh, ne sai qualcosa Romana?!? :)
      Grazie, complimenti soprattutto a Matteo per il suo PB, bravo, bravo, bravo e sorridente! I like it! E domenica replichiamo insieme a un 21km a Parma. Ready to run!

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