Tornare bambine

Post gara. Così erano ridotti i vestiti :)

Avete presente quelle cose che vi vietano di fare da bambine?

Post gara. Così erano ridotti i vestiti :)

Quelle che sono da maschiacci di campagna? Ce n’è sempre stata a me che è stata pesantemente stroncata, ed era giocare con il fango. Il mio papà mi ha sempre raccontato che quando era piccolo, non avendo soldi (era l’immediato dopoguerra) e abitando in campagna, si divertiva insieme alle sue sorelle a fare le statuine di fango. Bastava poco: un po’ d’acqua, terra a volontà e dalle mani potevano prendere forma le cose più straordinarie.

Ora, questa storia non mi fu raccontata una volta, ma TANTE volte quand’ero piccola, così quando avevo 8 anni, decisi che era giunto il momento di mettere in pratica questo fantastico gioco a metà tra il mondo di Dickens e quello di Pollyanna.

In un caldo e lunghissimo pomeriggio di luglio, invece che andare a  fare la classica manovalanza di raccolta nettarine, costrinsi mia cugina (poraccia) che stavamo per fare il gioco più fighissimo al mondo, ovvero: giocare con il fango. La povera sventurata, che ovviamente era alquanto assoggettata dalla sottoscritta in quanto lei cugina minore, si lasciò convincere abbastanza facilmente. Tutto filò liscio finché…  Venimmo scovate con le mani (e tutto il resto) in pasta  da nostra nonna Gemma, che non fu proprio felicissima del nostro nuovo passatempo.

E così, una carriera da creatrice di arte povera (la mia) fu stroncata alla tenera età di 8 anni.

Se vi chiedete perchè stia facendo questo preambolo, un motivo c’è. E’ per spiegare la sensazione che ho provato oggi correndo la mia seconda gara di cross a Bondeno (Ferrara), nel pantano più pantano che possiate immaginare.

Ero partita sicura che, visto il tempo di questa settimana, avrei trovato le condizioni per provare veramente ad andare forte. E invece … ho avuto la possibilità di divertirmi esattamente come una bambina. Come aver ripreso quel gioco dove ero rimasta 24 anni fa.

Non che mi sia messa a fare le statuine di fango, eh?! Però sapere di potermi sporcare senza preoccuparmi, sentirmi libera di “osare” con quell’elemento che tanto mi è stato vietato … ah, che soddisfazione!

Tutto ciò all’interno di una gara che si è rivelata davvero dura. Basti considerare che la frase che ho sentito più in assoluto durante la mattinata dallo speaker è stata: “E’ stata ritrovata una scarpa, marca XXX, potete venirla a ritirare all’ingresso” oppure “E’ stata ritrovata una scarpa, non riusciamo a capire la marca dalle condizioni in cui è…” :)

Talmente tanto fango sul percorso, che la maggior parte dei partecipanti perdeva le scarpe (se non erano allacciate tipo laccio emostatico), e pur di finire, correvano con una scarpa sola. Ragazze che erano dietro di me all’inizio della gara, le ho sentite lamentarsi perchè gli arrivava il fango in faccia (e devo dire che ho riso molto).

E io? Io correvo. A perdifiato. Felice come una bambina, pensando che la Gemma si sarebbe incazzata a bestia se mi avesse visto ridotta così. Ma in fondo … non è mai troppo tardi :)

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