Santi genitori

Ecco uno dei motivi per cui mi rammarico di non essere genitore. Perchè vorrei provare cosa vuol dire essere “dall’altra parte”.

Perchè quando io sbrocco, come stamattina, con l’ennesima crisi di pianto perchè non posso correre, e vedo come loro provano a consolare me, davvero mi incuriosisce pensare a come reagirei io. Cosa direi se un mio futuro figlio/a fosse impossibilitato per mesi dal praticare la cosa che ama di più? Chennesò, suonare la chitarra, giocare a calcio, … magari perchè no, proprio correre. (ecco forse dovrei proprio applicarmi a pensare a consolare i miei figli su questo, visto come me la sto passando).

Nonostante ormai sia più di un mese, ancora non riesco a gestire una serie di ansie, frustrazioni, stress che arrivano dal dover star ferma. Stamattina è bastata una cavolata, nello specifico fare i miei soliti esercizi con elastici e stretching vari, durante i quali la caviglia mi faceva un male boia, e il cervello si è spento. La parte razionale, sollecitata dal dolore, ha fatto click: ha mandato gentilmente a fanculo il self control delle ultime settimane (per quel poco che ero riuscita a costruire), e ha aperto i rubinetti della lacrima facile. Di quelle a goccia piena, tonda, che quando cadono ti annegano le maniche, e in un attimo sono tutt’uno con la candela dal naso :)

Mi chiedo se l’atteggiamento di un qualsiasi genitore, sia lo stesso dei miei, che ti chiedono: “Perchè piangi?” (sconcertati, visto che fino a prova contraria stavo leggendo tranquillamente una rivista, e non era niente di melodrammatico).

Alla risposta, asciutta e piagnucolante: “Perchè non posso correre”, con conseguente mia fuga di vergogna (perchè so che non possono capirmi, ma solo volermi bene e cercare di consolarmi; perchè non mi piace farmi vedere che piango da loro; perchè in questo momento pieno di altri problemi ben più importanti della mia caviglia, mi sento stupida a piangere) rimangono spiazzati.

Per poi rincorrermi e ricordarmi sapientemente che 3 anni fa sono stata senza camminare quasi 4 mesi. E poi sono tornata non solo a camminare, ma addirittura ho iniziato a correre. E allora di nuovo a battibeccare: perchè stavolta è diverso, perchè mi fa ancora male, perchè almeno allora mi avevano dato dei tempi e stavolta no, e io non guarisco. Uffa. Conseguente resa delle armi, e abbandono del campo di battaglia da parte loro, che capiscono che non c’è peggior sordo di chi non vuol stare ad ascoltare.

E conseguente sentirmi una merda da parte mia, perchè cazzo, ho 30 anni e rotti, ho solo una caviglia malmessa e non so gestirmi. Perchè non riesco a riprendermi psicologicamente e a ingranare con una marcia decisa e sicura, sentendomi sempre di più un criceto che gira su una ruota a vuoto. Perchè davvero non se ne può più, non sono queste le vere disgrazie, ed è ora di ficcarselo bene in testa.

Se mai sarò genitore, brevetterò un martello pneumatico per impiantare pensieri da genitore in testa. E forse ci farò pure i soldi.

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14 thoughts on “Santi genitori

  1. Annuccia, so cosa provi. Dopo 2 mesi ferma, a inizio anno mi vado a fare una passeggiata lungo il fiume mentre Jon allena e lí, con tutte le famiglie passeggiando cagnini e figlioli, sono scoppiata a piangere, con lacrimoni, moccoli y iperventilazione.
    Ed erano già 2 mesi che non correvo. E il piede mi faceva male come 2 mesi prima o addirittura di piú.
    Piangere fa bene, é una valvola di sfogo che bisogna utilizzare quando le altre nostre valvole di sfogo non le possiamo usare (leggi correre) . E anche se siamo donne forti (non ho dubbio che lo siamo entrambe) e non ci piace piangere e ancora meno che gli altri ci vedano farlo, bisogna approfittarne per abbassare la pressione.
    E sono d’accordo con te che le vere disgrazie sono altre. Per questo mi sono messa a fare la guida per escursioni di montagna per non vedenti.
    Io, tu, torneremo a correre. Loro non torneranno a vedere e a godere della natura. Io, con la mia logorrea, oltre a guidarli, gli descrivo ogni dettaglio, ogni fiore, ogni insetto.
    Calma, pazienza e forza di volontà.
    Già sei più vicina al ritorno. E più forte, fisicamente e mentalmente, sicuro.

  2. Da madre, io ti avrei picchiato, usando la cinghia del mio cardiofrequenzimetro, cercando di marchiarti a fuoco con il logo della marca, per farti capire che c’è di peggio.
    Senza rimorsi!
    :D

    Sappi che ti stimerò sempre, anche se la briscola dovesse diventare la nostra unica prossima passione sportiva in comune :D
    (scherzo eh?!)

    Un abbraccio (non scherzo)

  3. Muhahahah Simo, io so che tanto tu non sei una mamma severa, me lo sento!!! Cmq okay, io propongo qualcosa anche di più alto intellettualmente di una briscola…ce la possiamo fare. Al max ripieghiamo come guide turistiche su Lourdes ;)

  4. Sulle paranoie da infortunio con me sfondi una porta aperta :) Ma poi vedrai, risorgerai più forte. Addirittura potrai usare il ricordo di questo lungo stop per stringere i denti di più mentre ti allenerai. La mente è così: se usata nel verso giusto, trasforma il fango in oro. (e.g. io a volte per spingere di più nel rush finale, penso a certe giornate di merda al lavoro. E la cosa bella è che vado più forte davvero!)
    Un abbraccio.

    • Eh so so! Sono già stata messa duramente alla prova più volte. La differenza è che stavolta è la prima volta che il dolore mi impedisce di riprendere… Farò tesoro delle tue parole, grazie :)

  5. Basta dire che hai la nostra vicinanza e solidarietà perché sappiamo quello che provi?
    Mi rendo perfettamente conto che il 99% ti farebbe la stessa domanda dei tuoi perché forse è difficile capire che una cosa tanto semplice riesca a divenire così importante nella vita di una persona!

    • Benny, serve tutto … anche perchè è grazie alle tante persone della rete, oltre che quelle fisiche, se ogni tanto la lacrimuccia salata si è trasformata in dolce…piena di supporto! :*

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