Lo spauracchio

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Come mi continuano a ripetere tutti, fa parte del gioco.

Se vuoi praticare sport, nello specifico se vuoi correre, devi fare i conti con tutto: con le giornate no, con i momenti in cui vai a bomba insieme a quelli in cui ti aspetti di andarci e poi non ci vai. Infine, sì, anche con gli infortuni.

Ma di questi ultimi, la cosa con cui non mi aspettavo di non riuscire a fare i conti, è la paura di riprendere.

Per tanti anni ho giocato a pallavolo, credo di aver dato tante di quelle panacche (botte) per terra da essermi limata i fianchi a forza di sbattere; sono caduta talmente tante volte sui piedi altrui, che probabilmente i miei piedi sono diventati così lunghi in funzione di quello, per essere più stabile al momento della caduta (sto scherzando). Ma MAI ho avuto paura mentre giocavo, o quando tornavo a giocare dopo essere stata ferma per brevi periodi.

E invece stavolta …

Questa settimana mi sono allacciata le scarpe per uscire. Non ero particolarmente contenta, ma mediamente preoccupata. In queste settimane di stop non ho nemmeno nuotato, il chè non ha fatto che accrescere la mia ansia da “ce la farò?”. E’ ansia da prestazione? Può darsi. Ci possiamo raccontare tantissime cose, ma guidare il proprio corpo prima e dopo, è un mistero assoluto, è un salto nel vuoto. E’ come essersi abituati a guidare una Ferrari e poi ti ritrovi improvvisamente seduta su un sedile di uno di quei macinini elettrici a biposto. Non inquini, rompi un po’ i coglioni a chi vorrebbe andare più forte di te e devi starti dietro fino allo spazio per superarti, ma soprattutto … vai piano.

Ma in fondo, questo non mi disturba nemmeno tanto, davvero. Mi fa anche un po’ sorridere, perchè realizzo il fatto che ci ho corso una maratona a un ritmo che adesso mi sembra da pazzoidi :) Per trovare qualche conferma, mi sono pure rivista le foto (non sia mai che fosse una sosia)

La cosa davvero piu’ preoccupante, è la FOTTUTA paura che ho ogni volta che esco. Così tanto che non mi azzardo nemmeno a fare il singolo km che va da qui ai Giardini Margherita con le mie gambe. Piuttosto prendo la bici, come oggi, e arrivata lì faccio i miei esperimenti di corsa riabilitativa.

No buche. No distrazioni. No piacere. Sì, proprio così. Sto provando esattamente quello che una persona normale prova verso la corsa. Un miscuglio di sentimenti, ma soprattutto … Una maledetta fatica, senza nessun risvolto positivo per l’esistenza. Sento solo il cuore che mi esplode, la fatica delle gambe e un piede che sembra voler girare per gli affari suoi.

Oggi ero talmente concentrata che ad un certo punto mi è parso anche di sentirlo lamentarsi.

Tipo: “Ma che cazzo stai facendo? Guarda che se fai così io mi giro verso l’esterno, così capisci che è ora di piantarla con ‘sta menata della corsa. Io non voglio più sopportare quello che mi hai fatto provare in questi ultimi 2 anni. Di’ con il tuo amico cervello che ci venga lui ad essere sbattuto migliaia di volte al giorno sulla strada. A sopportare tutto ‘sto peso”

Ecco, questo era quello che sentivo oggi, mentre cercavo di calibrare alla ragionier Filini ogni passo che facevo.*

La prossima maratona non è quella che dovrò correre a Novembre. La vera  gara sarà da qui in avanti.

*grazie a @biondox che mi ha fatto da lepre per gli ultimi (mortali!) 10′ ed è riuscito anche a farmi smadonnare citandomi Albanesi mentre stavamo correndo. :)

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6 thoughts on “Lo spauracchio

  1. con tutte le tue paurette e riflessioni assurde, questa é decisamente una buona notizia !
    e grazie a Dio abbiamo Biondox !
    forza e coraggio, Annina (io domenica, bruciando le tappe e arrivando al campionato senza essere manco lontanamente in forma, mi sono laureata Vice-Campiona di Spagna di mezza maratona per club Veterane) .
    se io posso, tu puoi molto di più !
    ecco, sin prisa pero sin pausa!
    ecco, mi sono commossa …

  2. Ciao. Due anni fa ho avuto un brutto infortunio che mi ha fatto camminare con le stampelle per mesi. Il primo giorno che ho camminato senza, in una palestra di riabilitazione, ho pianto dalla commozione. Capisco ciò che provi…

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