L’amica ritrovata

Paesaggio nei pressi di San Savino. I calanchi all'orizzonte.

Paesaggio nei pressi di San Savino. I calanchi all’orizzonte (molto all’orizzonte)

Di notte questo dannato (nuovo) piede malandato, se non lo tengo fasciato come se fosse il piede di una geisha, mi pulsa abbestia. Solo che penso sia normale, dopo una giornata di mare dove ho quasi camminato sulle acque (quasi eh) e ho usato tutto il giorno il mio “gambaletto compressivo antistupro 90 denari”, volerlo lavare; anche perchè il rischio è quello di vedermelo prendere vita CON il mio piede dentro.

Perciò sabato sera ho deciso di lavarlo e la notte mi sono rivoltata tutto il tempo, sentendo che c’era “sangue” nelle vene, per dirla alla Jova (anzi, Lorenzo) che pulsava; evidentemente non aveva gradito i miei esperimenti di camminata in acqua stile anziana per riabilitarlo. O forse sì. Fatto sta che domenica mattina, avevo progettato … un’uscitona in bici.

Io & Carolina.

Io & Carolina. E non solo … (trova l’intruso)

Uscitona perchè:

A. La bici da corsa mi fa abbastanza cagare, se non quei 10 secondi dove in un giro, mi lancio ai 50km/h nelle discese

B. Non sono più montata su una bici da corsa dal triathlon dello scorso anno (qui potete leggere le mie avventure da triatleta per un giorno e mai più), ovvero agosto 2012.

C. Il mio proverbiale senso dello smarrimento, che mi permette di perdermi anche nella città dove abito e anche facendo pochi km, nella bici viene amplificato. Non so da voi, ma in Romagna abbiamo mille strade e stradelli, che a vederli su GoogleMaps (sempre sia lodato), pensi siano “strade”, anche con dei nomi abbastanza credibili, poi quando vai a percorrerli convochi mentalmente tutti gli ingegneri o i sindaci che abbiano approvato a far sì che quella strada esistesse, e li associ a delle brutte azioni, perchè nella maggior parte delle volte quelle “strade” sono carraie di epoca romana o partigiana non importa, ma con la ruotina sottilina da corsa, ti senti piuttosto precario. Io almeno mi sento un po’ un lottatore di sumo che si cimenta a fare l’equilibrista senza cadere.

Detto questo, ho abbandonato l’idea della mattina perchè appunto il piede mi dava noia, e non sapevo come avrebbe reagito con la scarpetta da bici. Poi nel pomeriggio (dopo aver continuato a leggere in ogni dove di gente che correva/pedalava/nuotava/faceva campionati europei di atletica/tuffi dal trampolino, ecc) visto che mi stava scoppiando la testa, sono andata.

Carolina era giù che mi aspettava, mio babbo l’aveva tirata a lucido per le grandi occasioni (con tanto di olio alla catena). Ci siamo guardate un po’ intanto che mi sistemavo la varia attrezzatura (altra menata assurada della bici). Poi quando l’ho presa, ho sentito che mi dava uno schiaffetto sulle mani, un po’ quel “cazzo tocchi?” delle ragazze quando si infastidiscono di mani che si adagiano senza nessun diritto su di loro.

E’ stato un attimo… poi sono salita su, ho fatto due o tre pedalate di prova, e via, ci siamo lanciate sulla strada. Io credo che il patto per questa gita di oggi fosse che lei non mi lasciava a piedi (come già era successo lo scorso anno, in un punto in mezzo ai monti dove il cell non prendeva. Risultato: 3km camminati SOLO con i calzini e bici appresso che manco in LOST si sono viste scene così), e io in cambio facevo scegliere a lei i percorsi. (anche perchè, il mio meraviglioso senso dell’orientamento non avrebbe saputo fare granchè)

Insomma, a parte un pezzo di strada con pavimentazione secondo me del ‘700, in cima a un cucuzzolo, e discesa in mezzo al nulla con un fagiano che ha provato a tendermi un agguato come quello dei pavoni di sabato scorso dove poi mi sono fatta male (maledetti uccelli, e non sto facendo dell’ironia gratuita), la nostra passeggiata è stata bellissima.

60km in mezzo al profumo dei tigli e delle ginestre, un passo a 500m di dislivello in un monte (il Trebbio) che avevo sentito sempre nominare, ma che per me era come Atlantide, cioè non esisteva e soprattutto … una discesa ad occhi strizzati e 50km/h (che per me, è già come essere su una macchina della morte).

Oggi Carolina è riuscita a strapparmi uno di quei sorrisi che arrivano fino alle orecchie. Non ci siamo date appuntamento; certe amicizie è meglio farle vivere di incontri inaspettati.

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9 thoughts on “L’amica ritrovata

  1. 60 km così da zero… apperò!
    Due anni fa sono salito su una bici dopo quasi vent’anni, i 50 km totali? Niente per le gambe, devastanti per il “soprasella”: praticamente anestetizzato per quattro giorni, gravi difficoltà a stare seduto… :-(

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