Montagne russe

Oh, it’s a fragile thing, this life we lead, if I think too much, I can’t get over

Con un video e una frase, penso di aver riassunto degnamente il mio attuale stato d’animo. *

Il punto è questo, che a volte penso davvero troppo. E succede che se questo stato catartico corrisponde ad un periodo di stop fisico e infortuni, la mia testa dopo un po’ fuma. E’ un po’ come stare sulle montagne russe; quando ho sentito la prima volta questo singolo era “tutto ok” (più o meno, perchè poi diciamolo pure, io sono una che non è mica mai a posto), sentivo questa canzone ed ero tutta bella contenta e feliciona,. Ora sento questa canzone in loop e mi viene più che altro da piangere, oltre che dover sostenere un importante mal di testa, ma quello buon segno, significa che c’è ancora.

Tutto ciò per dire che ultimamente mi sento in cima alla Sierra Tonante di Mirabilandia (hmmm … si chiama così? Ok, prendo nota della mia voglia di un giro di giochi vomitosi a Mirabilandia) per poi lanciarmi giù giù giù per una discesa con la faccia tirata e la paura di non sapere dove finisce.

Ho corso un settembre da leone, per poi fare un ottobre da c…. No, niente rima. Un ottobre dove l’ileopsas, che ormai scrivo come mi viene, perchè mi sono rotta di andare a controllare tutte le volte su Wikipedia come diamine si scrive, insomma quel muscolo lì, mi si è infiammato. Non so esattamente “quanto” ma tanto da arrivare a farmi male anche di notte nel letto, fino a svegliarmi ogni volta che mi devo girare su un lato. E non so voi, ma io non dormo con una gru sopra al letto per aiutarmi nei movimenti sonnambuli, quindi …. La scorsa settimana è stata veramente un’agonia.

Mi continuavo a cantare “devi stare molto calmo”, ma proprio calma non ero. Ho seguito quello che mi hanno detto fisioterapista + osteopata, cioè di non fermarmi e continuare a scorricchiare, e di fare tanto stretching fino a che non diventavo come Carletto di “Carletto e i mostri” (per favore fatevi una cultura e usate Wikipedia per qualcosa di interessante). Domenica ho corso DJten, che mi ha ridato un bel sorrisone, seppur poi da domenica sera ero di nuovo da capo.

Per scaldarmi e non sentire più dolore mi ci vogliono dai 15′ ai 25′, che voglio dire, manco il Landini a cingoli della Gemma (sempre lei, mia nonna) ci impiega così tanto. Poi il dolore mi lascia, permettendomi di correre con un arto che sembra quello di Mazinga, acciaio puro.

Non è che mi sto sbattendo come una scema, è che tra 1 mese ho Valencia e proprio non mi va di rinunciare. Preferisco l’opzione “mi disfo e ci penso dopo”. Ormai con viaggio pagato (con andata comprata 2 volte, con 2 compagnie diverse e in giorni diversi, così tanto per abbondare …), maratona pagata, 6 mesi senza correre nel 2013 e due mezze, davvero mi si sbriciola il cuoricino a rinunciare.

Eddie, aiutami tu!

*(ovviamente tralascio il fatto che sono follemente innamorata di Eddie Vedder, che più mi invecchia, e più mi diventa affascinante)

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4 thoughts on “Montagne russe

  1. Voto per il “mi disfo e ci penso dopo” cara Anne. D’altronde, non sono nuova a questo genere di decisioni, il grado di follia è lo stesso. Dunque, #stayiron che Valencia ti aspetta!! :)
    ps: Eddie è il mio mito.

    • Accidenti, quindi sei innamorata anche tu di lui? Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
      Adesso sì che si apre la lotta “mi disfo e poi ci penso”: ne rimarrà soltanto una! :)
      PS: grazie del supporto :*

  2. sono uomo ma posso votare anche io il “mi disfo e poi ci penso” ?
    Ps A mirabilandia penso sia più liberatorio katun, con i piedi sospesi nel vuoto a roteare come una trottola. In bocca al lupo davvero

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