Suerte, runner!

Un anno fa correvo la maratona di Firenze. Una settimana fa correvo la maratona di Valencia.

Me con le gioie in mano. Medaglia + birra :)

Me con le gioie in mano. Medaglia + birra :)

E’ passata solo (o già!) una settimana dall’ultima epica cavalcata di 42km. La mia unica maratona corsa quest’anno, la gara che davvero penso mi abbia dato la forza di affrontare tutti gli stop degli ultimi 10 mesi.

Era un obiettivo concreto e tanto mi bastava. Mi facevo male ed ogni volta pensavo: sì ma io ho una maratona da correre il 17 Novembre. E la correrò, o sì che la correrò. Forse me lo ripetevo più come mantra, perché ancora fino a sabato sera prima della partenza, che ci crediate o no, non ero proprio così fiduciosa di arrivarci in fondo.

Domenica scorsa alle 8.50 nella griglia di partenza della maratona, tra l’odore di gel riscaldanti e parole in spagnolo volanti (mi rimarrà impresso per un bel po’ il “Suerte!” scambiato dagli autoctoni prima del via, che a me faceva venire solamente in automatico il gesto delle corna), mentre cercavo di trovare un minuscolo spazio per stretchare gli ultimi muscoli, tutto quello che avevo passato nel 2013 si è rapidamente concentrato in una palla a circa metà dell’esofago.

Questa palla aveva un sapore strano, pungente amarognolo all’inizio, poi mano a mano che saliva sapeva sempre di più di salato-dolciastro. Insomma, racchiudeva in sé tutti i sapori che (credo) rispecchiavano tutti i miei stati d’animo verso la corsa di questo ultimo anno .

Mi sono resa conto subito che allo start, l’incipit era quello legato all’affanno, alla prima volta che dopo essermi fatta la prima distorsione ho realizzato che non sarei riuscita a fare la maratona di Milano ad Aprile. Era l’angoscia di non sapere cosa sarebbe successo i successivi 42km, quello spazio temporale che non ti sai immaginare.

La palla non ha minimamente accennato a spostarsi, anzi, in più punti del percorso ha prepotentemente cercato di uscire. Mi è rimasto impresso il 16° km, quando sono entrata nel mezzo di due ali di folla e, mentre dall’altro lato i primi sfrecciavano in senso opposto a noi normali esseri umani che corriamo “un pochino” più lentamente, ho sentito le note di Momenti di Gloria e la gente che urlava il mio nome (che era stampato sul pettorale). E lì, la palla ha iniziato ad essere un pochino più salata e ha tentato di salire verso l’alto.

Come quando al 30° km, mentre centinaia di spagnoli continuavano a sostenerci incessantemente, ho visto un runner  che ha rallentato, si è avvicinato al bordo della strada e ha dato un bacio “volante” a suo figlio che lo aspettava con il cartello in mano “Animo Papi”. Ecco, quelle sono le scene che non ti auguri mai di vedere mentre sei nel pieno della fatica, perché la tua mente è così fragile, mentre tutte le energie sono richieste ai piani inferiori dal tuo corpo, che non hai assolutamente il controllo sulle emozioni. Quindi la palla è diventata decisamente salatissima, e quasi ce l’ha fatta a scoppiarmi in bocca perché ho avuto un paio di singhiozzi e il respiro mi si è mozzato, quasi affogavo.

Sono riuscita a controllarla (per fortuna o il servizio scopa mi recuperava piangente a bordo strada, giuro) e solo mentre stavo superando la linea del traguardo ho capito che era il momento di liberarla, questa palla che mi ero portata a spasso per 42km. Le gambe ormai non pretendevano più tutta quell’attenzione richiesta fino ad allora (tanto che ho sbandato dopo il traguardo chiedeno “scusa” ad almeno una decina di maratoneti in 3 o 4 lingue, pur di farmi capire, ma davvero non capivo una mazza) e anche se la testa stava riprendendo il controllo, ho capito che potevo farlo. Potevo realizzare che alla fine ce l’avevo fatta. Quel traguardo che non mi aveva fatto mollare durante questo 2013, era stato passato. Quella palla era diventata un boccone dolcissimo ed io finalmente mi meritavo un bel pianto liberatorio.

Valencia, Divina Pastora, 17 Novembre 2013, 3h 23’ 46’’.

[Il racconto di questa bellissima maratona, un po’ meno da Via Col Vento, lo potete trovare qui]

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6 thoughts on “Suerte, runner!

  1. Cioè, ma fammi un attimo capire: ti distruggi la/e caviaglia/e svariate volte durante l’anno, ti “alleni” per modo di dire tra una distorsione e l’altra, prima della maratona ti becca un problema al bacino che ti ferma o quasi, fai la maratona in “modalità turistica” o poco via e la finisci a 5 minuti dal personale??? Due possibilità:
    1) eri guidata da una forza superiore;
    2) il tuo PB cadrà alla prossima occasione, ma di brutto!!!

    Ah dimenticavo…CHAPEAU!!!

    • Hahahah mi fai morire GM!!
      comunque propendo per la prima: ero guidata da una forza superiore e il potere di Grayskull era con me!
      Per il personale mi sa che ci vorrà ancora molto, moltissimohttps://widgets.wp.com/notes/?v=20131107# allenamento (e meno infortuni!)

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