Cose belle di questi mesi

Ok, ho latitato in maniera quasi illegale.

Bambini non fatelo a casa: provare a farsi un selfie con 32° e il sole in faccia può essere molto pericoloso.

Bambini non fatelo a casa: provare a farsi un selfie mentre si corre con 32° e il sole in faccia può essere molto pericoloso.

Scandalosamente ho fatto passare i mesi dopo Boston e nemmeno l’ho raccontata qui come è andata a finire la mia unica e tanto agognata maratona del 2014. Per chi fosse interessato, può rileggersi il racconto con molta calma qui su RunLovers.

In realtà non è poi mica male, rendersi conto che sei più impegnato a viverti la vita vera, quella off line, che a passare il tempo a scrivere di te on line (che comunque per me è una gran figata e soprattutto una bellissima valvola di sfogo, quella dello scrivere).

L’esperienza di Boston mi ha davvero cambiata. Non riesco più a riprendere le cose con competizione, di petto. Ho deciso definitivamente di rimandare al prossimo anno una maratona, semmai la vorrò fare. Essere rotta sempre mi ha stufata e il solito problema della metatarsalgia non mi sta dando tregua nemmeno ora che corro molto meno. Fa un dannatissimo male il piede, soprattutto l’indice del piede. Le mie chance di diventare un’artista di fama mondiale come Daniel Day Lewis ne “Il mio piede sinistro” sono miseramente fallite. Ormai l’indice sono un paio di mesi che non mi si piega più. Sob.

Ok, detto così sembra che la china sia discendente e invece io sono molto felice. Continuo a sentirmi tra le top fortunate della terra. Mi guardo intorno, mi lamento sempre come al mio solito, ma appena finisco di proclamare al mondo la mia lamentela sorrido perché ho troppi motivi per farlo.

Sorrido perché la mattina mi sveglio nella mia casetta sgangherata e vedo il cielo azzurro e il sole che taglia di traverso la stanza.

Sorrido perché vado al lavoro e posso fermarmi a bere un caffè buonissimo. (ok e a mangiare qualche biscotto altrettanto buonissimo)

Sorrido perché posso correre presto la mattina o alla sera con il sole infuocato all’orizzonte. Posso farlo quando voglio e come voglio.

Sorrido perché mi piace fare il mio lavoro, ma proprio tanto.

Sorrido perché ho trovato una persona speciale che mi sorprende e per me “c’è incondizionatamente” (anche se quando fa da guida alle mie corse dall’alto della sua bici, scazza sempre strada e mi fa fare chilometri in più)

Sorrido perché torno a casa e le persone “grandi” della mia vita sono lì che mi aspettano. Non per manifestare grandi gesti, ma solo per dirmi “ci siamo sempre”.

Sorrido perché che grazie ai Santi patroni delle comunicazioni, Mark&Whatsapp, alla fine ci hanno permesso di mantenere sempre persone lontane geograficamente, un pochino più vicini nelle nostre quotidianità.

Sorrido perché più divento grande, e più mi convinco che morirò allo sportello di qualche ufficio di questa Italia così burocratica, e lenta, e complessa, e analogica, dove piuttosto che farti firmare un contratto on line, ti propongono una comoda spedizione con contro spedizione con raccomandata con ricevuta di ritorno. (questo paragrafo provate a rileggerlo in apnea senza punteggiatura perché rende parecchio cosa si prova a stare in fila 5 mattine su 5 negli uffici degli Azzeccagarbugli)

Sorrido perché anche le arrabbiature e gli spaventi passano sempre.

E perché alla fine è bello realizzare che una corsa e un sorriso salveranno sempre il mondo. O almeno salveranno sempre il mio.

 

 

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