Il Monopoli della corsa: stare in prigione, non è poi così male.

Che bello questo week end di relax dopo fatiche, soddisfazioni ed emozioni. Roba forte :)

Ne ho approfittato per riposarmi, o meglio per prendermi del tempo per riflettere, per ascoltare un po’ di più il mio corpo. Ogni tanto è davvero necessario, mi accorgo di maltrattarlo e non curarlo, ma poi si fa prepotentemente sentire.

In questa settimana ho corso comunque, ma i miei polpacci, da far sbattere di invidia quelli del David di Michelangelo, non hanno apprezzato molto. D’altronde, hanno ragione. Quindi ho ri-assaltato la strada, ma con un’altra mentalità: se anche non portavo alla fine gli allenamenti “da tabella”, non mi sarei biasimata. No sensi di colpa, no insoddisfazione, no paranoie.

Così ho fatto. Sono uscita lo stesso 5 volte, ma con uno spirito completamente diverso. A volte anche di sera, proprio per essere sicura che non mi sarei messa a fare gli allunghi sui 100m alla fine, tanto non vedevo una cippa. (piccoli trucchetti inventati per autofregarsi: sì, è tutto vero).

Oggi dopo un bel giro lungo sui colli, ho PERSINO camminato per arrivare a casa (penso non mi sia mai capitato). Perchè di sì. Perchè non ne avevo di riprendere a correre dopo essermi fermata a fare un po’ di esercizi al parco. Volevo semplicemente camminare verso casa in una tranquilla domenica pomeriggio.

In questo misticismo podistico, ho pensato molto. Ho riflettuto sui limiti, sugli obiettivi che mi sono data. Mi sono chiesta fino a dove può arrivare il nostro fisico. So perfettamente che ci sarà sempre qualcuno che andrà più forte di me (quel bastardo! :)), ma questo non impedisce di prefiggersi delle mete e correre serenamente.

Poi, come nel Monopoli, c’è il mazzetto degli Imprevisti. Arrivano gli acciacchi, arrivano le rinunce, le delusioni…arrivano anche delle cose più belle, che ci distolgono da dove dobbiamo, o meglio vogliamo, arrivare (mazzetto Probabilità, dove speri sempre di pescare “avete vinto un premio di consolazione alla lotteria di Merano: ritirate 250 euro” io tuttora, non so quale cacchio sia la Lotteria di Merano, ma vabbè).

Non potevo non mettere quello con le Lire :)

Non per questo la corsa, il mio moto perpetuo, perde di valore. Penso che assuma solo altre forme. Mai come in questa settimana, ho sentito la fatica di fare una salita; il cuore che spingeva come un ossesso dopo aver corso e prima di andare a dormire, quasi volesse evadere da qua dentro. I muscoli delle gambe incarogniti, come se stessi portando a spasso un cane tirandolo continuamente per il guinzaglio. Posso dire serenamente che per queste settimane ho scelto di fermarmi in Prigione, e preferisco tirare i dadi 3 volte e fare numero doppio con i dadi, piuttosto che pagare la cauzione per uscire prima.

Eppure non per questo mi piace meno. Ho realizzato che ci sarà un giorno, potrebbe essere anche tra pochi mesi, chissà, in cui il mio corpo mi manderà a ‘fanculo senza Passare dal Via (per rimanere in tema Monopoli), e mi dirà: “Bellabe’, mi hai spremuto? E ora ti tieni il frutto rinsecchito!”.

Non so cosa accadrà, ma mi sto attrezzando. Non è facile tenersi in bilico tra la voglia di fare, di prendersi delle soddisfazioni, e il rischio dello strafare e annullarsi per un’attività. Forse è per quello che mi tengo così assurdamente legata a certe pratiche poco ortodosse: correre senza cronometro, la mente che resetta automaticamente i PB dopo 2 settimane al massimo, tabelle non sempre rispettate…

E’ che quello che faccio, deve essere un piacere, a prescindere che sia la corsa o un’altra attività. Una fatica e un piacere abilmente mescolati insieme. D’altronde nel Monopoli, il mio segnalino preferito è sempre stato il fiasco.

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5 thoughts on “Il Monopoli della corsa: stare in prigione, non è poi così male.

  1. Anne, chi il polpaccio chi i tendini… ma il runner, per fortuna, non conosce mai i propri limiti. Un dolore, un acciacco, uno stop servono per “marcare un percorso” che quell’ammasso di neuroni in dote da solo non fa. Più che in prigione, vedo un potenziale che cresce e che, una volta esploso, nessuno può più contenere.

    • bella anche questa visione del potenziale, ma effettivamente corrisponde un po’ a quello a cui son giunta. I periodi di “calma piatta” di sosta in prigione, penso che facciano estremamente bene, al fisico, allo spirito, alla conoscenza di sè e alla voglia di fare. Grazie del tuo commento! :)

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