La paura fa 30

Arrivo della Divina Pastora a Valencia. Super wow!

Arrivo della Divina Pastora a Valencia. Super wow!

30km sono il test-allenamento pre maratona che andava fatto circa un mesetto fa.

30km sono quelli che ho fatto domenica scorsa, visto che prima non mi è stato possibile farli a causa dell’infiammazione dello psoas (confermata anche dalla risonanza di questa settimana). Era dal 25 Novembre 2012 che non ne facevo così tanti e a chi dice che una volta che li hai corsi (tanti km) poi sai com’è, beh io rispondo che è un’enorme cazzata.

Perché il corpo umano è una stupenda, efficiente macchina programmabile, che ottimizza i propri consumi, ma non è assolutamente in grado di associare il ricordo, quello spiacevole, allo sforzo fisico.

Lo maschera abilmente, lo nasconde sotto facciate e facciate di bei ricordi, di emozioni e momenti positivi che lui vuole ricordare, infilando sotto il tappeto tutto ciò che di più doloroso c’è legato a quell’esperienza.

Domenica al 28km ero assolutamente priva di gambe, come può esserlo una persona che in tutto il mese di Ottobre ha fatto sì e no poco più di 100km. E la mia testa, per alleggerirmi il pensiero, ci si è messa di impegno ad agevolarmi il compito:

“Eeeeeeehhh bellina, questi son 28! Ma ti ricordi vero quanti sono quelli che ti aspettano il 17 Novembre? Dai su, sei una somara in matematica ma scommetto che ti ricordi: q-u-a-r-a-n-t-a-d-u-e e spiccioli.

Senti la fatica che stai facendo? Lo senti come sono dure le gambe?

Senti il fiato che ti manca?

Senti l’intestino … senti come si sta contraendo? Ihihihih … e dopo i 28 ce ne sono ancora … sono i km più duri, non te lo ricordi?

E poi c’è lui … L’ileopsoas … Senti come si alza il suo grido? Senti che fastidio ti sta dando da quando sei partita. E non stai nemmeno spingendo molto, su. Pensa alla goduria di sollecitarlo ancora, e poi ancora e… ”

STOOOOOOOOP!

Ecco devo dire che domenica scorsa non è che sia stata proprio una corsa piacevole. Quello stop credo di averlo anche concretamente fatto uscire dal mio labiale.

Ho finito la corsa un po’ abbacchiata, anzi, un po’ tanto. Un ritmo lento, un passo strascicato e una gran sofferenza, di quelle che ti lasciano un po’ di righe strane in faccia. (Sono entrata in casa e sembravo un fantasma, i miei genitori non mi volevano quasi far entrare da che ero trasfigurata e sembravo una clandestina)

Non c’è più molto da fare e mi sono attenuta in questi giorni al minimo indispensabile suggeritomi da Gigi. Ho evitato corsette non necessarie di 40’-45’ – ok, a parte giovedì mattina ad Amsterdam, ma come potevo rinunciare a correre tra i canali di quella affascinante città?!? – e ho fatto solo lavoretti medio lunghi con un ritmo “stanco” chiamiamolo così.

Mi piace sempre dire che sono nata pronta, ma questa volta ammetto che non è così.

Ma non rinuncerò.

Non posso, non voglio. Mi devo questa corsa. Me la devo per non aver mollato durante tutta la santa serie Immacolata delle sfighe di questo 2013. Le caviglie malmesse, lo psoas impazzito …

Questa corsa è il mio modo di far valere questo 2013. Ci sono persone che non mollano di fronte a robe ben più significative e importanti delle mie e io voglio fare questa corsa. Perché se la corsa ha cambiato la mia esistenza da 3 anni a questa parte, io voglio esserci a questo appuntamento di domenica; fanculo al tempo, al risultato, al male.

Ci vediamo al traguardo. Su quel bellissimo specchio d’acqua.

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7 thoughts on “La paura fa 30

  1. E allora vediamoci al traguardo. Senza badare al tempo, il traguardo è il tuo obiettivo, quindi prendila con calma, stai attenta a non farti male e passa sotto a quella maledetta finish line!

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